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Il nostro metodo educativo

Maria Montessori e Elinor Goldschmied

La nostra proposta educativa è ispirata ai contributi di pedagogiste come Maria Montessori e Elinor Goldschmied ed è costruito a partire da una riflessione intorno ai differenti bisogni dei bambini.

I nostri principi educativi

La cura:

necessità di accudimento fisico, cioè di cure di igiene personali, di alimentazione, di riposo.

L’affettività:

bisogno di essere riconosciuti, di essere ascoltati, di riferimenti precisi, di relazioni con adulti che trasmettano sicurezza.

Ritmi e regole:

rispetto di ritmi individuali, come necessità di riti e rituali che si ripetono stabilmente dando ai bambini un senso di sicurezza, come bisogno di ordine spaziale e temporale e di limiti.

L’autonomia:

bisogno di fare da solo e di avere tempo per fare un’azione, di rispetto delle proprie iniziative, di non essere anticipato nelle azioni.

La crescita e il gioco:

bisogno di conoscere, esplorare, sperimentare, giocare per scoprire e incuriosirsi. Dai 12 mesi è più presente il bisogno di muoversi, di fare con le mani e con il corpo. Dai 18 mesi diventa un fare per essere competente, per mettersi alla prova, diventa uno scoprire il proprio corpo in relazione a quello degli altri, diventa piacere di misurarsi con l’altro.

La musicalità:

cantare e suonare musica dà più forza alla giornata dei bambini; i bambini sono “naturalmente” musicali, hanno un orecchio sensibile e hanno una relazione molto intima con i suoni ai quali reagiscono con tutto il corpo. La musica e il canto rappresentano quindi un importante mezzo educativo che le educatrici del nido adottano durante tutta la giornata dei bambini creando quindi un “ambiente sonoro” a loro misura.

La natura:

costante rapporto con il mondo della natura attraverso:

  • il contatto diretto: favorire esperienze sensoriali grazie alla possibilità di esplorare la dimensione, lo spazio, la luce, l’ombra, il colore, il suono, la forma e gli odori;
  • lo scorrere del tempo:il bambino non ha il senso del tempo ben definito, necessita quindi di riti per essere aiutato a riconoscere il trascorrere del tempo; si pensi al giorno e alla notte, alle stagioni ma anche al seminare un seme, prendersene cura e vederlo crescere;
  • lo spazio all’aperto:ambiente pensato come “area di apprendimento”; lo stare all’aperto non è un modo per far sfogare un bambino “irrequieto e incontenibile” ma diventa occasione di innumerevoli opportunità, non solo per il gioco e per le relazioni sociali, ma anche per un apprendimento diretto;

Materiale di sviluppo cognitivo

La Montessori realizza del materiale di sviluppo cognitivo specifico per l’educazione sensoriale e motoria del bambino e lo suddivide in:

  • materiale analiticoincentrato su un’unica qualità dell’oggetto, per esempio peso, forma e dimensioni. Educa i sensi isolatamente;
  • materiale autocorrettivoeduca il bambino all’autocorrezione dell’errore e al controllo dell’errore, senza l’intervento dell’educatore;
  • materiale attraenteoggetti di facile manipolazione e uso, creato per invogliare il bambino all’attività di gioco-lavoro con esso.

Il bambino è libero nella scelta del materiale. Tutto deve scaturire dall’interesse spontaneo del bambino, sviluppando così un processo di autoeducazione e di autocontrollo.

Il metodo Montessori

La casa dei bambini è un ambiente educativo ad indirizzo montessoriano.

Secondo il metodo Montessori il bambino impara facilmente ad autoregolarsi, perché per sua natura è serio, disciplinato e amante dell’ordine.

Maria Montessori è la creatrice della pedagogia moderna, e il suo metodo è diffuso in tutto il mondo. Nel libro Educare alla libertà sono formalizzati i principi fondamentali del suo metodo per l’educazione del bambino.

Come scrive la Montessori…

«Il piccolo rivela se stesso solo quando è lasciato libero di esprimersi, non quando viene coartato da qualche schema educativo o da una disciplina puramente esteriore».

Date fiducia ai bambini. Fategli eseguire anche i compiti che vi sembrano fuori dalla loro portata. Fateli stare a contatto con la natura. Puntate sui loro talenti.

Educare il bambino all’indipendenza

Servire i bambini significa soffocare le loro capacità. Quindi compito dei genitori e degli educatori è aiutarli a compiere da soli le loro conquiste come imparare a camminare, a correre, a lavarsi.

La madre che imbocca il bambino senza compiere lo sforzo per insegnargli a tenere il cucchiaio, non lo sta educando, lo tratta come un fantoccio. Insegnare a mangiare, a lavarsi, a vestirsi è un lavoro ben più difficile che imboccarlo, lavarlo e vestirlo.

Mai impedire a un bambino di fare qualcosa perché è troppo piccolo

Bisogna dimostrare fiducia e lasciargli svolgere i compiti più facili. Ad esempio un bambino di due anni potrà mettere il pane in tavola, mentre quello di quattro portare i piatti. I bambini sono soddisfatti quando hanno dato il massimo di cui sono capaci e non si vedono esclusi dalla possibilità di esercitarsi.

Non bisogna giudicare la capacità dei bambini in base all’età e non lasciargli fare qualcosa perché troppo piccoli.

Abituare un bambino a fare con precisione è un ottimo esercizio per sviluppare l’armonia del corpo

I bambini sono naturalmente attratti dai particolari e dal compiere con esattezza determinati atti. Ad esempio, lavarsi le mani diventa per loro un gesto più interessante se gli si insegna che poi devono rimettere il sapone nel posto giusto; oppure versare l’acqua è più divertente se gli si dice di stare attenti a non toccare il bicchiere…

E imparare ad agire con precisione è un ottimo esercizio per armonizzare il corpo e imparare il controllo dei movimenti. Uno degli esercizi più utili consigliati dalla Montessori è insegnare ai piccoli ad apparecchiare con diligenza, servire a tavola, mangiare composti, lavare piatti e riporre le stoviglie.

L’educatore montessoriano si limita negli interventi, osserva, rispetta ritmi e tempi, rispetta la libera scelta

L’insegnante deve rispettare il bambino che fa un errore, e indirizzarlo a correggersi da solo. Chiaramente l’educatore deve intervenire in modo fermo e deciso quando il bambino fa qualcosa di pericoloso per sé e per gli altri.

Il maestro deve ridurre al minimo il proprio intervento. Non è un insegnante che sale in cattedra e dispensa dall’alto il suo sapere, ma deve vigilare affinché il bambino non sia intralciato nella sua libera attività. Deve osservare molto e parlare poco.

Mai forzare un bambino a fare qualcosa

Bisogna rispettare il bambino che si vuole riposare da un’attività e si limita a guardare gli altri bambini lavorare. L’educatore non deve forzarlo.

Educare al contatto con la natura

Far vivere il più possibile il bambino a contatto con la natura. Perché il sentimento della natura cresce con l’esercizio. Un bambino lasciato in mezzo alla natura tira fuori delle energie muscolari superiori a quello che i genitori pensano.

Se fate una passeggiata in montagna non prendete il piccolo in braccio, ma lasciatelo libero, mettetevi voi al suo passo, aspettate con pazienza che raccolga un fiore, che osservi un uccellino…

Innaffiare le piante e prendersi cura degli animali abitua alla previdenza

Educate il bambino a prendersi cura degli esseri viventi. Le cure premurose verso piante e animali sono la soddisfazione di uno degli istinti più vivi dell’anima infantile.

Nessuna cosa è più capace di questa di risvegliare un atteggiamento di previdenza nel piccolo che è abituato a vivere senza pensare al domani. Ma quando sa che gli animali hanno bisogno di lui e che le pianticelle si seccano se non le innaffia, il suo amore va collegando l’atto di oggi con il rinascere del giorno seguente.

Sviluppare i talenti e mai parlar male di un bambino

L’educatore deve concentrarsi sul rafforzare e sviluppare ciò che c’è di positivo nel bambino, i suoi pregi e i suoi talenti, in modo che la presenza delle sue capacità possa lasciare sempre meno spazio ai difetti. E mai parlare male del bambino in sua presenza o assenza.

L’ambiente scolastico deve essere a misura di bambino

La scuola deve essere un ambiente accogliente e familiare in cui tutti i mobili e gli oggetti (sedie, tavoli, lavandini…) siano modellati sulle misure ed esigenze dei piccoli. I materiali didattici devono essere appositamente studiati, ad esempio: oggetti da montare, incastri, cartoncini… che favoriscono lo sviluppo intellettuale del bambino e permettono l’autocorrezione dell’errore, cioè il bambino capisce subito se un incastro è sbagliato e sarà portato a cercare l’incastro corretto.

Un bambino posto in un ambiente idoneo a contatto con i materiali giusti e sotto la guida di un insegnante attento e discreto potrà sperimentare e affinare le sue immense potenzialità.

I bambini sono i viaggiatori della vita e noi adulti i suoi Ciceroni

Ciceroni che illustrano brevemente l’opera d’arte e conducono il viaggiatore a osservare le cose più belle affinché non perda tempo in cose inutili e trovi godimento e soddisfazione in tutto il suo viaggio!

Il bambino è come un viaggiatore che osserva le cose nuove e cerca di capire il linguaggio sconosciuto di chi lo circonda. Noi adulti siamo i ciceroni di questi viaggiatori che fanno il loro ingresso nella vita umana…